"La notte, quando il cielo e’ pieno di stelle, non pensare a loro, guardale!
E quando le onde danzano sulla vastita’ dell’oceano, non pensare a loro, guardale!
E quando una gemma si schiude in un bocciolo, guardalo, non fare altro!
Quando non vi e’ pensiero, ma semplice percezione,
appare un segreto immenso, e attraverso la soglia della natura
si entra in quel mistero che e’ Dio.
La natura non e’ altro che un velo che ricopre Dio,
e solo coloro che lo sanno sollevare
acquistano familiarita’ con la verita della vita."
(Osho - Bhagwan Shree Rajneesh)
Aldous Huxley: Conoscerai la veritĂ , ed essa ti renderĂ folle.
Cartesio: Se vuoi essere un autentico ricercatore della verità , è necessario che almeno una volta nella vita dubiti il più possibile di tutte le cose.
D. H. Lawrence: La tragedia è come un potente acido: dissolve ogni cosa, eccetto l’oro della verità .
C'è una verità elementare, la cui ignoranza
uccide innumerevoli idee e splendidi piani:
nel momento in cui uno si impegna a fondo,
anche la provvidenza allora si muove.
Infinite cose accadono per aiutarlo,
cose che altrimenti mai sarebbero avvenute...
Qualunque cosa tu possa fare,
o sognare di poter fare, incominciala.
L'audacia ha in se' genio, potere, magia. Incomincia adesso.
(Johann Wolfgang Goethe)
brano tratto da un libro delizioso: IL GIARDINO DEI SEGRETI – organizzare e vivere gli spazi esterni nei servizi per l’infanzia. di Penny Ritscher, edizioni Junior, 2002 “La vita in giardino è inutile nel senso che non è finalizzata a qualche scopo preciso. Non serva a qualcosa, semplicemente è. Essendo perfettamente inutile, diventa profondamente utile. Esce dalle logiche lineari e programmatiche, per inserirsi in una logica a grande respiro, nella logica degli imponderabili. Il giardino ci chiede di fermarci, di soffermarci. La vita inutile in giardino è in realtà un laboratorio dell’intelligenza, o, meglio, delle intelligenze: dell’intelligenza percettiva, intuitiva, emotiva, sociale, estetica, cognitiva, creativa, pratica, corporea, motoria (…) In giardino lo sguardo si allarga all’infinito ed all’infinitesimo. Sono spazi contemplativi, attimi fuggenti, punti fermi per vivere.”