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inguaribilmente innamorata della vita, amo il silenzio e la sua voce, ma anche la musica, la natura, la bellezza

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domenica, 24 febbraio 2008

La sposa-fata

Quando il mondo sorge in me, è solo un'illusione: un miraggio che brilla nel sole, una vena d'argento nella madreperla, un serpente in una fune arrotolata. Il mondo fluisce via e si dissolve in me, come un bracciale si fonde nell'oro, come un vaso si sgretola in argilla, come un'onda svanisce nell'acqua. (Ashtavakra Gita 2:9-10) Si dice che nel bosco, là dove il fiume s'incontra col lago, vivano certe fate travestite; e si vede che sono fate solo dopo che si sono dileguate. In questo bosco arrivò un Principe, e quando giunse dove il fiume s'incontra col lago, vide una fanciulla di villaggio che sedeva sulla riva e increspava l'acqua per far danzare i gigli. Egli le chiese a bassa voce: «Dimmi, che specie di fata sei?». La fanciulla rise alla domanda e i fianchi del colle echeggiarono del suo gaio riso. Il Principe pensò che ella fosse la fata ridente della cascata. Giunse la nuova al Re che il Principe aveva sposato una fata e mandò uomini e cavalli e li fece portare alla sua casa. La Regina vide la sposa e volse altrove la faccia, delusa; la sorella del Principe si fece tutta rossa, indispettita; e le ancelle si domandarono se era così che vestivano le fate. Il Principe disse piano: «Zitti! La mia fata è venuta a casa nostra travestita». Il giorno della festa dell'anno la Regina disse a suo figlio: «Di' alla tua sposa di non farci far brutta figura con i nostri parenti che vengono a vedere la fata». E il Principe disse alla sua sposa: «Per amor mio mostrati come sei veramente al mio popolo». A lungo ella sedette in silenzio poi accennò di sì col capo, mentre le lacrime le scendevano giù per le gote. Era il plenilunio e il Principe, vestito del suo abito da sposo, entrò nella stanza della sua sposa. Ma non vi era nessuno, nulla eccetto una striscia di chiaro di luna, che dalla finestra attraversava il letto. I parenti si accalcavano per entrare con il Re e la Regina; la sorella del Principe stava vicina alla porta. Tutti chiedevano: «Dov'è la sposa-fata?». Il Principe rispose: «Per farvi vedere che era una fata se n'è andata per sempre». (Rabindranath Tagore, Collected Poems, III, XXVII)

postato da: beatrixcara alle ore 11:37 | link | commenti (1)
categorie: emozioni, yoga
venerdì, 22 febbraio 2008

Sefer Zohar

Had saliq le sitar had. Had nahit leehu sitar. Had 'ail ben trein. Trein mitatran be tlate. Tatle 'ailei be had. Had afiq ghevanin. Shit minhon le seter had, ve shit minhon nahti leehu sitar. Shit 'ailei be treissar. Treissar mitaarin be essrin va trin. Shit clilan be assara. Assara, quaim be had. Uno sale da un lato. Uno scende da quel lato. Uno entra tra i due. Due sono incoronati da tre. Tre entrano in uno. Uno produce dei colori. Sei di essi da un lato e sei di essi scendono dall'altro lato. Sei entrano nei dodici. Dodici si risvegliano in ventidue. Sei sono compresi in dieci. Dieci sorgono in uno.

postato da: beatrixcara alle ore 16:39 | link | commenti
categorie: meditazione, kabala

L'audacia

C'è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute... Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L'audacia ha in se' genio, potere, magia. Incomincia adesso. (Johann Wolfgang Goethe)

postato da: beatrixcara alle ore 13:27 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, segreti, profonditĂ 
mercoledì, 20 febbraio 2008

vincere

vincere per me è divertirmi mentre vivo. è un'emozione precisa: è la spendida sensazione di farcela, di raggiungere un'obiettivo che ho desiderato è una sorta di orgasmo mentale: un fremito che soddisfa la mente e il cuore, che fa sentire bene naturalmente non sempre questo ha senso, a volte anche perdere va bene, lasciare vincere altri, rigioire guardando l'altro felice voglio dire: non è una competizione è bello competere con se stessi, contro le proprie paure, le incertezze: significa superare i propri limiti, migliorarsi, e poi vincere anche il bisogno di vincere ad ogni costo, ed essere felici della vittoria degli altri: questo è vincere due volte !

postato da: beatrixcara alle ore 10:03 | link | commenti
categorie: emozioni

segreti

brano tratto da un libro delizioso: IL GIARDINO DEI SEGRETI – organizzare e vivere gli spazi esterni nei servizi per l’infanzia. di Penny Ritscher, edizioni Junior, 2002 “La vita in giardino è inutile nel senso che non è finalizzata a qualche scopo preciso. Non serva a qualcosa, semplicemente è. Essendo perfettamente inutile, diventa profondamente utile. Esce dalle logiche lineari e programmatiche, per inserirsi in una logica a grande respiro, nella logica degli imponderabili. Il giardino ci chiede di fermarci, di soffermarci. La vita inutile in giardino è in realtà un laboratorio dell’intelligenza, o, meglio, delle intelligenze: dell’intelligenza percettiva, intuitiva, emotiva, sociale, estetica, cognitiva, creativa, pratica, corporea, motoria (…) In giardino lo sguardo si allarga all’infinito ed all’infinitesimo. Sono spazi contemplativi, attimi fuggenti, punti fermi per vivere.”

postato da: beatrixcara alle ore 09:41 | link | commenti
categorie: emozioni, segreti

quando sopraggiunge l'oscuritĂ 

Ogni qualvolta sopraggiunge l'oscurità, asserisci la realtà e tutte le avversità spariranno. Perché, dopo tutto, non è che un sogno. Per quanto le difficoltà possano apparire insuperabili come montagne, per quanto le cose possano sembrare terribili e buie, esse non sono che maya. Bando al timore. Affrontalo e sparirà. Schiaccialo e perirà. Non aver paura. Non pensare a quante volte sei caduto. Non importa: il tempo è infinito. Va' avanti. Continua a riasserire la realtà e la luce dovrà venire. (Vivekananda)

postato da: beatrixcara alle ore 09:36 | link | commenti
categorie: profonditĂ 

la sposa-fata

Quando il mondo sorge in me, è solo un'illusione: un miraggio che brilla nel sole, una vena d'argento nella madreperla, un serpente in una fune arrotolata. Il mondo fluisce via e si dissolve in me, come un bracciale si fonde nell'oro, come un vaso si sgretola in argilla, come un'onda svanisce nell'acqua. (Ashtavakra Gita 2:9-10)

postato da: beatrixcara alle ore 09:33 | link | commenti
categorie: emozioni

la meditazione

'In meditazione non aspettarti niente. Siediti soltanto dietro e osserva quel che accade. Tratta tutta quanta la faccenda come un esperimento. Assumi un atteggiamento di attivo interesse per la prova in sé, ma non farti distrarre dalle aspettative per i risultati. Anzi, non essere ansioso di ottenere alcun risultato.' Bhante Henepola Gunaratana

postato da: beatrixcara alle ore 09:31 | link | commenti
categorie: meditazione
martedì, 19 febbraio 2008

esiste un regno senza terra

Buddha ha detto: "Esiste un regno senza terra, senza fuoco, senza acqua, senza aria. Non è lo spazio senza fine, né pensiero infinito, né il nulla, né l'idea del nulla, né l'idea o l'essenza dell'idea. Né questo mondo né altra cosa; né arrivo né partenza, né morte né nascita. E' un qualcosa che non progredisce, che non ha tappe: è la fine del dolore. Per chi si aggrappa a qualcosa, arriva la caduta, ma per chi non si aggrappa a nulla non c'è caduta. Dove non c'è caduta, è riposo non c'è desiderio; dove non c'è desiderio, nulla va e nulla viene. E quindi non c'è morte, né rinascita; non c'è questo mondo e nemmeno l'altro. Vi è solo la fine del dolore. Vi è qualcosa di non divenuto, non nato, non creato, non formato. Se questo non ci fosse, non ci sarebbe uscita possibile per colui che è nato, creato, formato; quindi poiché c'è un non nato, non creato, non formato, possiamo sfuggire a ciò che è divenuto nato, creato e formato"

postato da: beatrixcara alle ore 23:55 | link | commenti (2)
categorie: buddismo
venerdì, 15 febbraio 2008

segreti

"L’uomo ha bisogno di segreti e, dato che di quelli veri non ha la minima idea,
 se ne fabbrica di finti. Ma quelli veri lo aggrediscono dalle profondità dell’inconscio,
 cosicché gli può accadere di rivelare allora cose che avrebbe veramente dovuto tenere 
segrete. Anche in questo vediamo il carattere numinoso della realtà recondita: 
non siamo noi ad avere segreti; sono essi i segreti veri che ci possiedono.
" CARL GUSTAV JUNG

postato da: beatrixcara alle ore 11:10 | link | commenti
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